Partecipare a un concerto dovrebbe essere un momento di gioia e condivisione, un’occasione per immergersi nella musica e vivere emozioni uniche. Tuttavia, per chi, come me, vive con una disabilità, questa esperienza può trasformarsi in un percorso ad ostacoli, fatto di barriere fisiche e, spesso, di discriminazioni.
Ricordo con amarezza il concerto dei Cure a cui ho partecipato qualche anno fa. All’arrivo, mi è stato indicato un “recinto” sopraelevato, riservato alle persone in sedia a rotelle. Mi hanno detto che era per la nostra sicurezza. Ma come può essere sicuro un luogo circondato da altre carrozzine, che ostacolano le vie di fuga in caso di emergenza? Inoltre, il mio accompagnatore non poteva stare con me; doveva rimanere al di sotto di questa piattaforma, separato da me per tutta la durata dello spettacolo. La posizione era all’estremo del palco, con una visibilità pessima. In quelle condizioni, è impossibile godersi il concerto insieme, e l’esperienza diventa frustrante e alienante.

Purtroppo, la mia non è un’esperienza isolata. Molte persone con disabilità affrontano situazioni simili.

Ad esempio, Silvia Stoyanova, una ragazza di Milano, ha denunciato la sua esclusione dal concerto di Taylor Swift a San Siro, nonostante avesse acquistato un biglietto VIP. Le è stato detto che, essendo in sedia a rotelle, non poteva accedere all’area riservata, evidenziando una grave discriminazione.
Queste esperienze mettono in luce una realtà inaccettabile: l’accesso agli eventi dal vivo per le persone con disabilità è spesso limitato da barriere architettoniche e organizzative. In Italia non esiste una normativa specifica che garantisca l’accesso equo ai concerti per le persone con disabilità. Le agevolazioni o esenzioni dal pagamento dei biglietti dipendono dalla scelta dell’ente organizzatore, senza una regolamentazione uniforme.
Per fortuna qualcosa sta cambiando. Nel 2024 è stato presentato il “Manifesto Live for All”, una dichiarazione collettiva per il diritto delle persone con disabilità a vivere appieno gli eventi dal vivo. Tra gli obiettivi del manifesto vi sono:

prenotazioni uguali per tutti, aumento dei posti accessibili, posizioni adeguate con buona visibilità e la possibilità di partecipare agli eventi insieme ai propri amici, senza segregazioni.
Nonostante queste iniziative, la strada da percorrere è ancora lunga. Personalmente, ho rinunciato ad andare a concerti negli stadi, incoraggiata dalle continue difficoltà e dal trattamento ingiusto riservato a chi, come me, desidera semplicemente godersi la musica dal vivo.

È fondamentale che organizzatori, istituzioni e società civile collaborino per abbattere queste barriere, garantendo a tutti il diritto di partecipare pienamente alla vita culturale e sociale. Solo così potremo costruire una società veramente inclusiva, dove la musica e l’arte siano accessibili a tutti, senza discriminazioni.